Autore: Denis Fava

LA STAGIONE RIPARTE DA MISANO ADRIATICO: ECCO IL RADUNO DEGLI ARBITRI MANTOVANI

Nel weekend dal 5 al 7 settembre, la sezione AIA di Mantova si è recata presso la località di Misano Adriatico, per svolgere il raduno precampionato: i giovani arbitri sezionali hanno partecipato alle attività organizzate dai responsabili dell’associazione, prima di gettarsi nella stagione sportiva 2025/2026. Un fine settimana all’insegna di test atletici, allenamenti, quiz regolamentari, ma anche tanta condivisione e formazione: momenti come questi sono fondamentali per creare un gruppo solido, capace di supportarsi in ogni momento.

Nei primi due giorni di raduno, si sono concentrate maggiormente le attività principali: la seduta di allenamento, organizzata dal Referente atletico Luca Ghizzardi, nel primo pomeriggio è stata caratterizzata dalla sperimentazione di un nuovo esercizio, il Low Oxygen Test, proposto anche agli arbitri a  livello nazionale. Tale esercizio prevede uno sforzo fisico iniziale, al termine del quale l’arbitro, davanti ad un video di una situazione di gioco, deve valutare e prendere la decisione come se fosse in gara. Successivamente si sono poi svolti i consueti quiz tecnici, per testare la preparazione regolamentare del gruppo.

Terminata l’attività sul campo, i ragazzi hanno appreso le disposizioni generali da rispettare per l’intera stagione sportiva e successivamente, grazie all’intervento in aula dell’arbitro CAN D Andrea Copelli, hanno ascoltato le novità regolamentari introdotte recentemente nella circolare 1.

La mattina seguente è stata interamente dedicata ai test atletici, con il consueto test SDS, e velocità sui 40 m a cui ha fatto seguito una partitella di scarico. 

In questa cornice non sono però mancate attività di svago: i ragazzi hanno avuto la possibilità di dedicare qualche momento di divertimento con le attività che la struttura proponeva. In particolare, i giovani arbitri hanno condiviso momenti di comunità in spiaggia all’insegna del mare e di qualche partita a beach volley. Non sono infine mancati i colloqui individuali, durante i quali i giovani ragazzi si sono confrontati con i loro designatori e organi tecnici per fare una sintesi dei risultati del raduno e delineando gli obiettivi posti per la stagione a venire. Come una vera squadra, infatti, anche la sezione dei fischietti virgiliani è pronta a scendere in campo per l’imminente stagione sportiva.

Al termine del raduno, il Presidente Manara, dimostratosi particolarmente soddisfatto per il lavoro svolto, ha voluto lasciare ai ragazzi un messaggio: “Dal girone di ritorno della scorsa stagione abbiamo alzato il livello della formazione e vi abbiamo dato tutti gli strumenti per fare bene. Ora sta a voi scendere in campo, divertitevi nella consapevolezza che il lavoro paga sempre e che i risultati passano attraverso la costanza.

Ricordatevi che la Sezione è la vostra seconda famiglia, qualunque sarà il vostro percorso in Associazione la Sezione rimarrà sempre il vostro porto sicuro dove ci sono dirigenti e amici con cui confrontarsi. Buon campionato a tutti”.

MIRKO DI NUZZO, UN ARBITRO IN MISSIONE ERASMUS: MANTOVA SCRIVE UNA NUOVA PAGINA

Di Denis Fava

Traguardo storico per la Sezione di Mantova: l’associato Mirko Di Nuzzo è stato selezionato per partecipare all’Erasmus arbitrale in programma dal 7 al 13 luglio, durante il quale avrà l’opportunità di dirigere le gare dei prossimi Paris World Games, a Parigi, uno dei maggiori eventi sportivi giovanili a livello internazionale che ogni anno richiama nella capitale francese migliaia di atleti dai 10 ai 19 anni provenienti da tutto il mondo.


È la prima volta che la Sezione di Mantova prende parte a questo prestigioso progetto, potendo contare su un proprio associato come rappresentante. L’Erasmus arbitrale è un programma di scambio formativo internazionale, pensato per offrire a giovani arbitri un’importante occasione di crescita e sviluppo, permettendo loro di confrontarsi con diverse culture sportive, conoscere nuovi stili di gioco e ambienti calcistici esteri, il tutto all’interno di una cornice dal forte valore educativo.


L’associato Di Nuzzo ha recentemente concluso una brillante stagione in Seconda Categoria, coronata dalla promozione al CRA Lombardia per la stagione sportiva 2025-2026. La sua partecipazione rappresenta quindi il coronamento di un percorso fatto di determinazione e passione per il ruolo.
Crescita, curiosità e motivazione: queste le tre parole chiave che accompagneranno i partecipanti all’Erasmus arbitrale in Francia e che rappresentano lo spirito con cui l’intera sezione di Mantova guarda a questo importante traguardo. Un’esperienza che non è soltanto un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio per i nuovi obiettivi e le nuove sfide da affrontare durante la prossima stagione sportiva.
L’augurio da parte di tutta la Sezione va a Mirko, con l’orgoglio di vederlo protagonista in un contesto internazionale rappresentando Mantova anche al di fuori dei confini italiani.

L’AIA è un gruppo e dobbiamo raccontarlo”: ecco come si è svolto il raduno CRA Lombardia dei referenti della comunicazione

di Denis Fava

Sabato 1° marzo, presso la Sezione AIA di Milano, si è svolta la prima riunione dei Referenti sezionali della comunicazione del CRA Lombardia, alla presenza del responsabile della Commissione per la Rivista L’arbitro Federico Marchi e della componente Manuela Sciutto.
Per la Sezione di Mantova ha partecipato Denis Fava, collaboratore per la comunicazione sezionale.

L’incontro è iniziato con una riflessione sulla figura del referente sezionale, un ruolo chiave per mantenere un buon rapporto con gli associati e rimanere in stretto contatto con la propria Sezione. Il referente è il punto di raccordo tra gli associati e la Sezione e deve prestare attenzione a ciò che viene pubblicato sui social.

Proseguendo Federico Marchi ha poi sottolineato l’importanza dei social media, che oggi rivestono un ruolo fondamentale nella comunicazione, fornendo poi alcuni dati sulla crescita delle interazioni sui social dell’Associazione.
L’AIA deve saperli sfruttare al meglio per condividere i propri contenuti, tenendo in considerazione l’obiettivo che si vuole raggiungere e le caratteristiche del mezzo che siamo utilizzando. Marchi ha anche approfondito il significato di “comunicare”, che implica “mettere in relazione con gli altri”, utilizzando i social per raccontare le belle attività quotidiane dell’Associazione, ma sempre con attenzione alla qualità e alla responsabilità della comunicazione esterna.

Successivamente, è stato presentato il progetto “AIA Community”, finalizzato a mostrare all’esterno l’unità dell’Associazione. La sezione “AIA Community” sul sito ufficiale è cruciale per la condivisione di storie e notizie che raccontano come l’AIA sia un gruppo coeso, evidenziando le attività e i successi che altrimenti potrebbero passare inosservati.

Manuela Sciutto ha poi parlato di aspetti più tecnici della scrittura degli articoli, offrendo consigli su come redigerli correttamente e in modo interessante per il lettore, valorizzando al meglio ogni evento.

In collegamento video, Emilio Ostinelli, Presidente del Comitato Regionale Arbitri, ha portato i suoi saluti e sottolineato ancora una volta l’importanza della comunicazione per migliorare la percezione esterna dell’AIA. Ha evidenziato come la collaborazione tra i Presidenti di Sezione debba essere un obiettivo comune per rendere l’AIA una realtà unita in tutta Italia.

Infine, Matteo Scopelliti, referente regionale, ha parlato del ruolo delle fotografie nel sito web dell’Associazione, illustrando come un’immagine possa raccontare più di mille parole. Ha anche fornito consigli su come scegliere e utilizzare al meglio le immagini per rappresentare la propria Sezione.

In conclusione, la riunione ha offerto un’importante opportunità di crescita per tutti i partecipanti, sottolineando quanto la comunicazione sia fondamentale oggi per promuovere l’immagine dell’AIA e delle singole Sezioni soprattutto chi dal di fuori non ne ha una conoscenza così approfondita.

“L’ARTE DELL’ ARBITRAGGIO: COLLINA SI RACCONTA AL FESTIVAL DELLO SPORT”

di Denis Fava

Venerdì 11 ottobre è andata in scena dal vivo un’intervista a Pierluigi Collina, attuale Presidente della Commissione arbitrale della FIFA, realizzata per il Basement (BSMT), podcast presentato da Gianluca Gazzoli, all’interno della cornice dello splendido Teatro sociale di Trento durante la seconda giornata dedicata al Festival dello Sport.
A questa bellissima chiacchierata di sport e arbitraggio hanno potuto assistere, oltre ad un vasto pubblico di persone, tanti arbitri proveniente da tutte le zone d’Italia. In teatro, come ospiti eccezionali, erano anche presenti Daniele Orsato e il Presidente del Torino Urbano Cairo.

Collina ha affrontato svariati argomenti ripercorrendo tutti i tratti salienti della propria straordinaria carriera, partendo dagli inizi fino ad arrivare all’attuale suo ruolo all’interno della FIFA. Durante l’intera intervista l’ex arbitro italiano si è dimostrato una persona preparata dall’immensa cultura e conoscenza calcistica, affrontando tematiche e problematiche dell’arbitraggio che ha incontrato durante la sua lunga esperienza ad altissimi livelli.

Tra le prime cose ha voluto sottolineare come diventare arbitro molto giovane permetta di “imparare a prendere decisioni in un’età in cui sono gli altri che le prendono per noi”, diventando di conseguenza più autonomi e responsabili anche nella vita. Successivamente, dopo aver parlato della propria esperienza al Mondiale di calcio del 2002, ha affrontato la tematica della routine di un direttore di gara prima dell’inizio della gara, sottolineando come “il modo migliore per prepararsi al meglio e approcciare qualcosa di importante è quello di vivere tutto come qualcosa di routinario e abituale”, in maniera quindi da svolgerlo senza pressioni e ansie eccessive.

Altro passaggio interessante dell’intervista ha riguardato il rapporto con i calciatori, dentro e fuori dal campo. Collina ha affermato di aver sempre avuto un bel rapporto con i giocatori e, soprattutto ora avendo un ruolo importante all’interno della FIFA, ha spesso modo di incontrarne diversi, alcuni di questi tra i più importanti nella storia del calcio. Un elemento importante che ha sottolineato, a tal proposito, è come un arbitro dovrebbe vivere la propria gara insieme ai calciatori. Collina ha infatti ribadito di “vivere i momenti della partita proprio come i giocatori, per far capire a tutti che in quel momento anche l’arbitro è come loro”, creando un’empatia con tutti sul terrendo di gioco.

Da dove arriva la soddisfazione più grande in campo? “Essere accettato anche nell’errore”. Quando ciò accade, spiega Collina, significa che “le persone hanno gande fiducia in te”. La sfida più grande di un arbitro sul terrendo di gioco è quindi quella saper difendere la propria decisione, nonostante magari non sia quella corretta. Un’altra difficoltà del mondo dell’arbitraggio e che, per certi versi è accomunabile anche ai calciatori, è quella di riuscire a mantenere alto il livello in campo, sapendo di essere un arbitro di livello, anche durante partite di fascia minore; in merito, Pierluigi ha fatto l’esempio di se stesso che qualche giorno prima si trova ad arbitrare una gara di Champions League e subito dopo la serie B. Mantenere lo stessa soglia di concentrazione anche nella seconda gara è sintomo di grande carattere e professionalità.

Dopo aver raccontato il simpatico episodio di Mazzone durante il famoso derby lombardo Brescia-Atalanta del 2001, Collina ha iniziato a trattare argomenti più attuali, tra cui l’uso della Var. A tal proposito ha definito questa tecnologia come “un paracadute che chi vola vuole avere”, indicandola come uno strumento di salvataggio che l’arbitro in campo ha a disposizione; “si era arrivati ad un calcio in cui tutti nello stadio potevano riguardare l’accaduto, mentre l’unica figura a non poterlo fare era proprio quella che doveva prendere la decisione”. A questo ha poi aggiunto che, a differenza di sport come il tennis, nel calcio esisterà sempre l’interpretazione soggettiva del direttore di gara che non potrà mai essere cancellata da nessuna tecnologia.

Di seguito ha poi affrontato il tema del cambio di regole negli ultimi anni, definendo il calcio come uno sport molto “conservativo”, ma che oggi tende maggiormente a tutelare l’incolumità dei calciatori con regolamenti più severi. Nonostante questa scarsa propensione al cambiamento, il Presidente della Commissione arbitri FIFA ha ribadito come siano tante le proposte che vengono fatte oggigiorno in merito ad un cambio del regolamento, una fra tutte quella dell’inserimento del tempo effettivo che, però, non mette ancora tutti d’accordo.

In conclusione dell’intervista Collina ha parlato della tematica del tifo e delle passioni, sostenendo come “ogni arbitro da piccolo ha avuto necessariamente passione per qualche squadra di calcio, ma quando si cresce si pensa alla propria professione e a se stessi dimenticandosi dei colori”. A tal proposito, essendo di Bologna, ha quindi riportato l’esempio di una sua iniziale passione per la squadra emiliana, passione che però negli anni lo ha portato a vedere la squadra come un insieme di calciatori “con una maglietta a strisce rosse e blu”, sottolineando quindi come prevalga esclusivamente la propria realizzazione professionale rispetto al tifo verso certi colori, nonostante magari l’ambiente esterno pensi il contrario.

Al termine dell’intervista Collina ha ringraziato l’intera platea e si è concesso per foto e autografi a tutti i presenti.
Quella a cui abbiamo avuto il piacere e l’opportunità di assistere è stata un’intervista unica e irripetibile che ci ha dato l’occasione di ascoltare le parole impregnate di esperienza e passione di un grande della storia del calcio, sia fuori che dentro al campo; semplicemente…Pierluigi Collina.

Festival dello Sport al teatro sociale di Trento

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